Impossibile non essere frastornati dall’inchiesta di Presa Diretta “Mafie al Nord”, andata in onda in data 15 gennaio 2012. La trasmissione di Riccardo Jacona si è occupata della diffusione della ‘ndrangheta nei territori di Piemonte e Liguria.
Di fatto, forse, nulla di nuovo. I meccanismi sono gli stessi che sono già stati ampiamente descritti e che trovano spazio anche nella zona del Sud-Ovest Milanese.
Quasi all’inizio del servizio, non nascondo di aver nutrito anche qualche perplessità: era appena stato fatto cenno ai legami (tutti da dimostrare) tra alcuni politici di basso livello e dei soggetti legati alle cosche e subito la voce narrante si era lasciata andare ad un pan’ndranghetismo (“in Piemonte le famiglie controllano tutto”) che mi era suonato un pò retorico.
Sfortunatamente mi sono dovuto ricredere. L’intervista al collaboratore di giustizia Rocco Varacalli ha messo in luce un tessuto completamente metastatizzato: le grandi opere pubbliche intraprese in Piemonte negli ultimi anni, dai lavori per le Olimpiadi invernali di Torino all’alta velocità pare siano state gestite in gran parte dalle cosche. Altrettanto sconvolgente è il contributo determinante di imprese in odor di mafia all’esplosione edificatoria di molti comuni adiacenti al capoluogo piemontese, spesso in mano a commissari prefettizi, una volta dimostrate le commistioni con i clan da parte dei sindaci locali.
Come sempre, il problema centrale è rappresentato dal rapporto mafia-politica.
L’inchiesta metteva bene in luce che spesso non sono le cosche a cercare l’appoggio degli amministratori locali, ma sono candidati in cerca di voti per elezioni di vario livello a rivolgersi ai capibastone, con la grande virtù di toccare le “corde giuste“.
Emblematico il caso di Fabrizio Bertot, sindaco di Rivarolo Canavese, candidato nelle fila del PDL per le Europee nel 2009: benchè nell’intervista strappata dal team Iacona dicesse di non sapere che i calabresi incontrati in un bar a Torino fossero affiliati alla ‘ndrangheta, si presentò loro con un breve discorso in cui fin da subito mise in chiaro che dal Parlamento Europeo passano i finanziamenti per le grandi opere pubbliche e che lui si sarebbe potuto dar da fare per questo. Pur non sapendo con chi parlava, aveva intuito benissimo quale grande sensibilità gli interlocutori (in un bar) nutrissero per questi temi!
La riflessione più amara, però, è legata al Comune di Santena (dove riposa Cavour, peraltro) , mostrato durante la locale Festa Patronale, dai tratti decisamente meridionali (!). Per via dei grandi flussi migratori dal Sud dei decenni scorsi, sembra un paese calabrese trapiantato in Piemonte. Nulla contro la Calabria e i calabresi, ma è impossibile non ravvisare – da quanto (poco) visto – che vigono logiche sociali, culturali, malavitose e politiche da Aspromonte. Una sensazione terribile.
Quella realtà è un libro aperto per capire quali siano i meccanismi attraverso cui la ‘ndrangheta può consolidare il proprio potere. Lo fa sfruttando i meccanismi della democrazia, essendo in grado di far governare chi vuole grazie alla disponibilità di un bacino elettorale sconfinato.
Spesso si ricorda, giustamente, quanto sia importante al momento del voto, sfruttare le preferenze per indicare persone che sicuramente non hanno nulla a che vedere con le mafie. Lo si dice ricordando che mentre il comune cittadino spesso non fa caso a questi aspetti ma si limita a votare una sigla di partito/coalizione, la criminalità organizzata ha i propri cavalli su cui puntare e che indica precisamente al proprio elettorato.
Ragionavo, in maniera sconsolata, quanto anche questa attenzione, purtroppo, da sola sia insufficiente. Parliamo di cosche che sono in grado di eleggere non solo consiglieri, ma anche sindaci, parlamentari europei… Tutte cariche per cui servono “vagonate di voti“, non qualche cinquantina di preferenze.
E’ questa la cartina al tornasole di quanto siano potenti: oltre a fedeli paisani – e pensate quanti ce ne possano essere in posti come Santena – c’è poi l’indotto soprattutto economico di questi anni di indisturbata colonizzazione del Nord.
Un radicamento molto spinto, insomma, sostenuto a danno di meccanismi democratici che dovrebbero essere virtuosi ma che di fatto ora istituzionalizzano il potere criminale.
Complimenti per quanto da te scritto.
Ho trovato il tuo blog per puro caso e ne sono rimasto piacevolmente colpito.
Hai discusso anche della mia città, Santena, coinvolta in situazione poco chiare ma che tu hai centrato appieno.
Se hai voglia visita il mio blog http://santena2punto0.blogspot.com/….stiamo provando a cambiare qualcosa.
Ciao e ancora complimenti,
grazie.
adesso periodicamente ho un appuntamento virtuale in più!
Per chiarezza vorrei solo specificare (si legga pure il testo integrale del mio comizio intercettato durante le indagini) che il mio riferimento era alle grandi opere e infrastrutture (Tav, terzo valico ecc ecc) da realizzarsi in Piemonte e la cui scelta passerebbe dal parlamento europeo. Mai parlato di appalti in quanto non di competenza del parlamento europeo e sopratutto perché ciò che sottolineavo in tutti i comizi (anche purtroppo in quello che non avrei voluto aver fatto…) era l’importanza delle scelte politiche che avrebbero potuto coinvolgere o escludere il Piemonte. Nulla di diverso….
Salutoni Fabrizio Bertot
La ringrazio per la precisazione e dell’attitudine all’apertura e alla trasparenza che ha dimostrato nella risposta.
“buone cose” (seppur dall’altra parte) per la continuazione della sua carriera.