L’acribia de “Il Giorno” per Cesano Boscone

Recentemente mi vengono segnalati continuamente articoli de Il Giorno-Sud Milano particolarmente critici rispetto a Cesano Boscone.

Ovviamente ognuno è libero di scrivere ciò che vuole ed esercitare il diritto di critica. Ma è altrettanto vero che si possono mettere in risalto, se non alla berlina, alcune presunte discrepanze.

Facciamo alcuni esempi.

I piccoli negozi chiudono per la concorrenza degli Iper. Non è più il paese di una volta – Cesano, nel mirino l’assenza di eventi e la piscina chiusa – di Francesca Grillo del 18 gennaio 2012

Non mi pare che Cesano abbia il primato di centri commerciali e soprattutto non mi pare che solo a Cesano si viva la crisi dei piccoli esercizi: un trend nazionale brutalmente scaricato sul locale. Sarebbe interessante anche discutere sull’assenza di eventi: nella nostra zona siamo forse il paese più “vivace”, non solo per quanto fatto dall’amministrazione ma anche per una spiccata vitalità del tessuto associativo.

Si tocca poi la piscina: sicuramente un tasto dolente, ma sembra inserita un pò a capocchia dato che solitamente tali impianti sportivi non sono considerati come traino per il commercio (se non di costumi, cuffie e forse qualche merendina).

Sempre nello stesso articolo, poco sotto, si dice “Oggi è un rione dormitorio”. Mi sento di bollare l’affermazione come una manifestazione di assoluto qualunquismo: insieme a Corsico, sicuramente Cesano dei comuni limitrofi è la cittadina che più delle altre può vantare una forte identita, anche legata a un centro storico vissuto dai cittadini.

Alla base ci sono sicuramente alcune giuste scelte  amministrative nel corso degli anni, ma è pure una questione strutturale, intrinseca dello sviluppo di Cesano.

Il Comune viola il Patto di Stabilità. Più tasse e meno servizi per tutti – Cesano: raddoppia l’addizionale IRPEF mentre il welfare entra in agonia – di Francesca Santolini del 16 gennaio 2012

L’aver sforato il patto di stabilità è sicuramente un elemento di criticità, ma va contestualizzato nelle condizioni date. Se nel 2011 il 38% dei comuni italiani non ha rispettato tale vincolo, ci sarà una ragione. Tra questi ci sono anche città blasonate come Torino (e si cerchi, se ci si riesce, qualcosa di sbagliato nei rilievi di Pietro Fassino relativamente alle contraddizioni del patto di stabilità).

Viene anche il dubbio che chi scrive non abbia ben chiaro cosa rigaurdi il patto:

“Una conseguenza, secondo gli amministratori, che ha caratterizzato quegli enti di centrosinistra come di centrodestra, che non hanno scelto di assicurare elevati standard di qualità di vita ai propri cittadini”

Patto di stabilità e qualità della vita non hanno assolutamente nulla a che vedere! Si tratta solo di vincoli di bilancio.

C’è poi spazio, come in quasi tutti questi articoli, per le considerazioni di Massimo Mainardi, sicuramente esponente più significativo dell’intera opposizione che però devia il tiro parlando della presunta (anche perchè il discorso non è affatto chiuso) mancata vendita dell’area di via Isonzo e dell’operazione urbanistica sull’area della ferrovia (che invece se andasse in porto nei termini sperati, rappresenterebbe un successo per l’amministrazione).

Moria di alberi nel parco: è allarme – A Cesano l’allarme dei residenti – di Francesca Santolini del 28 settembre 2011 (leggi qui)

Questo strano articolo è comparso parallelamente alla discussione in consiglio comunale di un’interrogazione della lista civica “La Svolta” riguardo la moria di alcuni alberi in via Vespucci. Il lettore viene accompagnato in un lugubre scenario in cui si fa intendere che si starebbe verificando il triste fenomeno in prossimità di un terreno, in passato al centro di scandali legati alle mafie, in cui sarebbero stati sotterrati dei fusti (bbbrrrrrr…).

In realtà si tratta di una zona piantumata di recente, in cui, alcune delle giovani piante, con apparati radicali superficiali, risultavano stressate a causa della siccità estiva. Non è detto, peraltro, che anche di fronte a grandi concentrazioni dei comuni inquinanti le piante avvizziscano: generalmente sono molto più tolleranti rispetto agli animali e spesso, in assenza di veri e proprie resistenze, hanno meccanismi di accumulo delle sostanze tossiche che non ne pregiudicano assolutamente la vita.

Al di là di queste considerazioni soggettive, negli scorsi anni erano state condotte nella zona in oggetto analisi che avevano scongiurato qualsiasi forma di inquinamento. Quindi tanto chiasso per nulla.

Cesano Boscone, i cittadini bocciano blocchi e Ztl – “Servono mezzi sicuri e efficenti” – di Massimiliano Saggese del 23 gennaio 2011 (leggi qui)

La logica ricorda un pò quella del primo articolo: nel titolo compare il nome del comune, ma nel testo si capisce che ci si riferisce sostanzialmente alle scelte, vedi l’area C, di Milano e dei riflessi sull’hinterland. Peraltro vengono intervistate delle persone, due delle quali di Trezzano, mentre una, peraltro soddisfatta dei mezzi pubblici, che si muove da Garbagnate a Cesano per lavoro. E si chiude dicendo:

“Insomma, non proprio tutti bocciano questi provvedimenti restrittivi per il traffico veicolare. Ma il dato che più deve far riflettere, è la mancanza di un’alternativa sicura e funzionale all’auto, soprattutto nelle ore serali.” 

Possiamo convenire tutti, credo. Ma non si tratta di un problema della sola Cesano, come sembra nel titolo, ma di tutto l’hinterland. E allora perchè con tutti i comuni che ci sono, è il nostro a comparire nel titolo?

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