Si fa fatica a capire quali siano state le ragioni che hanno indotto Roberto Formigoni a partecipare alla trasmissione Piazza Pulita del 26 gennaio.
Infatti tra i temi della serata c’erano le numerose indagini riguardo la dilagante corruzione di Regione Lombardia che coinvolgono uomini molto vicini al Presidente, sia in passato che oggi. A discutere con il Celeste (forse per via delle camicie) dei suoi guai erano stati invitati Gad Lerner e Marco Damilano, giornalista di punta de L’Espresso.Proprio il prestigioso periodico, peraltro, è uscito ieri con un’inchiesta dal titolo “Formigoni, il cerchio si stringe” in cui, come riportato dallo stesso Damilano, emergono aspetti inquietanti su fondi neri e conti svizzeri di uomini vicinissimi al Presidente (prestanomi?).
Di fronte a queste notizie, Formigoni a più riprese ha dato ampi segni di cedimento, si è alterato, ha avuto momenti di blackout e si è lasciato andare a giustificazioni poco credibili, tipo: “Sono i membri della vecchia giunta ad aver problemi con la legge, della nuova nessuno è indagato“
Viene da chiedersi: che c’è andato a fare? Ha preso schiaffoni da tutte le parti senza riuscire a pararne uno, anche coprendosi di ridicolo. Avrebbe fatto meglio a non partecipare alla trasmissione, ma evidentemente l’uomo è molto pieno di sé, denotando anche un pò di arroganza.
C’è poi un altro aspetto, più legato al mondo della comunicazione. La7 con i suoi programmi di approfondimento guida una nuova stagione dei dibattiti televisivi e una trasmissione che si chiama Piazza Pulita, evidentemente, risponde a un sentire popolare che chiede un forte rinnovamento, sfiorando qualche punta di populismo. Rispetto alla trasmissione di ieri, ad esempio, non ho gradito l’ampio spazio riservato ai forconi, con queste masse che dietro a slogan facili ma vuoti si limitavano a uno sterile piagnisteo nei confronti della classe dirigente del Paese.
Di certo sono cambiati i tempi rispetto ai salotti televisivi dove i potenti erano messi a loro agio, avevano spazi di divagazione personali e non gli venivano rivolte domande scomode ma venivano invitati a dire ciò che si sentivano.
La situazione in queste trasmissioni è ribaltata: ora il politico è imputato e lo si vuole mettere in difficoltà per la gioia delle folle in collegamento.
La gente chiede il martirio dei politici. E’ questo che Formigoni non ha capito.
[...] Rutelli vale lo stesso ragionamento che ho fatto a suo tempo per Formigoni: che vanno a fare a prendere schiaffoni e rigirate in [...]