Il Laboratorio Politico Cesanese

Ho deciso di aderire a questa interessante iniziativa promossa, tra gli altri, dall’amico Giuseppe Gallo, recuperato alla politica dopo l’addio al Partito Democratico.

Si tratta di un luogo aperto di discussione ed elaborazione rispetto ai temi locali. Ho trovato un clima molto costruttivo in cui si possono integrare persone di varie estrazioni e diversamente coinvolte (o meno) in ambito politico cesanese.

La partecipazione è libera e sollecitata a chiunque fosse interessato. Basta scrivere a laboratoriocesanese@gmail.com

Di seguito riporto il testo della “Carta dei Valori e degli Obiettivi“. Leggi l’articolo completo

Neo- e Post-

Nell’agone politico italiano, che sta vivendo una delle sue più brutte stagioni di transizione, ci si aggrappa a presunte nuove tendenze (quali?) e si condanna aspramente qualsiasi riferimento al passato.

Generalmente questa seconda critica viene mossa nello schieramento di sinistra ed in particolare, all’interno del PD, a quella parte che vorrebbe il Partito Democratico saldamente a gauche, dotandosi dell’ispirazione socialista di stampo europeo che lo portasse ad integrarsi con il PS francese e l’SPD tedesca.

Un esempio di questi rilievi è il ragionamento sviluppato da Rosy Bindi nei confronti dei giovani turchi (Fassina, Orfini, Orlando):

Mi meraviglio molto che i giovani abbiano voglia di tornare indietro, di solito vanno avanti

Sarebbe curioso capire perchè se ne parla così tanto a sinistra.

Le motivazioni potrebbero essere molte e complesse, ma forse se ne può fornire una ragione storica: le sinistre hanno perso alla fine degli anni ’80. Da un lato c’erano veri e propri sistemi alternativi al capitalismo, come l’Unione Sovietica, dall’altro c’è stato chi ha pensato di poterci coesistere, regolandolo e puntando su cospicue politiche redistributive, come le socialdemocrazie. Non serve un master ad Harvard per dire che mettendo o meno in scena spettacolari crolli, hanno perso tutti contro mercati e finanza. Leggi l’articolo completo

Lo Ius Sola del Cicoria

Francesco “Cicoria” Rutelli, intervistato da Il Giornale sul tema dello Ius soli, si è espresso come segue:

Senatore Rutelli, da uno come lei, con la sua passata militanza radicale e la vicinanza al pensiero cristiano dell’accoglienza non ci si aspetterebbe il no alla cittadinanza per gli immigrati. Come si spiega?

«Non è un no. Se mai è un invito a non cadere nelle trappole di un buonismo controproducente, e a non deprezzare la cittadinanza italiana riducendola a semplice automatismo. L’idea che sia un pezzo di carta che chiunque può prendere, con la stessa facilità con cui si comprano le figurine all’edicola, è superficiale e pericolosa. Ci sono almeno due questioni preliminari trascurate in modo irresponsabile, e su cui invece è necessario riflettere prima di modificare le regole attuali». Leggi l’articolo completo

Flex-Contradictions

Mi è capitata sotto-mouse la bella intervista del Prof. Bruno Amoroso, docente italiano di economia presso l’Università di Roskilde, in Danimarca.

Oltre a rimarcare l’inapplicabilità del modello danese nel nostro Paese (4.5% del PIL danese contro l’1% italiano speso per gli ammortizzatori sociali), mette bene in risalto come la tanto decantata flexsecurity sia in crisi dalla fine degli anni ’80 – con pesanti modifiche obbligate dalla UE intorno al 2000 –  per via dell’erosione delle forme del sostegno sociale (minor durata della protezione, pressioni per accettare nuove occupazioni, ridotta entità del sussidio). Leggi l’articolo completo

La fine dell’Oltrismo Veltroniano

Nell’analizzare l’intervista domenicale (ormai una consuetudine) di Veltroni, i principali commentatori si sono concentrati sull’infelice passaggio legato al “santuario dell’articolo 18“. A me pare, invece, che dal punto di vista politico il punto dirimente sia un altro:

“Io vedo le possibilità. La fine del Berlusconismo libera energie e apre spazi immensi. Il profilo di un partito riformista, innovatore, aperto, unito può raccogliere il lavoro di questi mesi e presentarsi come il soggetto di un tempo nuovo. La foto di Vasto fu scattata quando c’era Berlusconi. Ora pensiamo a noi. Non vorrei che Casini facesse, in un nuovo centro destra, l’operazione che noi avevamo immaginato per il centro sinistra e che noi si rifluisca, come nel 94. Perderemmo così un’altra occasione, forse l’ultima, di far conoscere all’Italia una vera e profonda stagione di riforme”.

Forzando un pò il concetto, secondo Veltroni oggi le distinzioni tra le vecchie coalizioni non hanno più senso, tanto che individua nel berlusconismo l’ultimo elemento di divisione tra sensibilità politiche storicamente contrapposte: e così, con l’affievolirsi di Silvio, la foto di Vasto (residuo di ciò che furono Ulivo ed Unione) non risponderebbe a nessuna esigenza storica, di fronte all’esaltante prospettiva di una possibile coalescenza.

Che strana parabola quella di Veltroni! Leggi l’articolo completo

Vent’anni da Mani Pulite

Si celebrano (si fa per dire) i vent’anni da Mani Pulite, uno degli  eventi che negli ultimi anni ha cambiato volto all’Italia.

E’ anche tempo di bilanci, soprattutto perchè c’è chi da sempre vuole far finire quell’epoca dietro al banco degli imputati. C’è chi dice che da allora il Paese è peggiorato e, più o meno implicitamente, carica sulle spalle di quei giudici parte delle responsabilità di questo sfacelo.

A me non interessa.

In tal senso mi ritrovo in quanto ha scritto uno di quei magistrati, Gherardo Colombo, nelle prime pagine del suo fortunato pamphlet “Sulle Regole“: l’Italia è un paese dove la corruzione dilaga a tutti i livelli e sarebbe sbagliato incolpare la sola classe politica che di fatto è lo specchio della società che la elegge.  Leggi l’articolo completo

Sulle vicessitudini di Cesano Boscone, un Comune (ex) Virtuoso

Chi si trova ad amministrare un Comune – qualsiasi sia l’incarico che svolge e la collocazione politica – conosce l’assurda condizione a cui si è sottoposti: da un lato penalizzati in ogni dove da tagli, vincoli di spesa, patto di stabilità; dall’altro in difficoltà di fronte ai cittadini per via dell’impossibilità di garantire gli standard dei servizi e di condurre tempestivi interventi sul patrimonio pubblico (si pensi alla manutenzione stradale).

Mi pare che la gente sia disorientata e che nonostante senta parlare delle proteste dei sindaci, scarichi proprio su questi ultimi le responsabilità (che quantomeno dovrebbero essere condivise con i Governi Nazionali in primis e Regionali in seconda battuta) di qualsiasi problema o inefficienza riscontrata, senza pensare che le cause possano anche essere più remote.

Si aggiunga peraltro che i grandi mezzi di comunicazione, nonostante il recente ritrovato gusto per le inchieste, non valutano di interesse il tema delle difficoltà degli enti locali.  Sbagliano di grosso, ovviamente, perchè anche se ci limitasse a valutare il problema da un’angolatura prettamente economica, ci si accorgerebbe che abitualmente il 75% degli investimenti in Italia è operato proprio dai comuni. Ne consegue che limitando (ma sarebbe più corretto il verbo “bloccare”) le capacità di investimento degli enti locali, si mette in ginocchio buona parte del tessuto economico del Paese. Leggi l’articolo completo

Genova: l’alluvione c’è già stata

Leggo commenti molto caustici sulla sconfitta del Sindaco uscente Marta Vincenzi nelle primarie genovesi di domenica 12 febbraio.

E sinceramente non sono d’accordo con la stragrande maggioranza delle analisi che leggo.

Innanzitutto sbaglia chi come Caino Mediatico su FrontPage parla di Partito Democratico che perderebbe le primarie da sempre. Lo invitiamo a rivedere gli esiti di queste consultazioni nell’annus domini 2012: noterà che  alla guida delle diverse coalizioni di centro-sinistra verso le amministrative di primavere c’è quasi sempre un candidato del PD, nei grandi come nei piccoli centri. Leggi l’articolo completo

Martone, Fornero jr & Co: macché gogna mediatica!

Nei giorni che hanno seguito le infelici dichiarazioni di ministri e sottosegretari sul difficile rapporto tra lavoro e giovani, nel web hanno spopolato contributi di varia natura che sottolineano come essi stessi o loro congiunti fossero in realtà persone non solo tutelate, ma probabilmente anche “spinte” nelle rispettive carriere in virtù di parentele di peso.

Vorrei limitarmi ai due casi che riguardano cattedratici.

E così è emerso che per raccomandare Michel Martone, professore ordinario a 29 anni, il padre Antonio, potente avvocato generale della Cassazione, si rivolse direttamente ad esponenti della P3.

Parallelamente alle infauste dichiarazioni del Ministro Cancellieri che criticava la tendenza dei ragazzi italiani a ricercare “un posto fisso vicino a mammà”, si è scoperto che Silvia Deaglio, figlia della Prof.ssa dell’università-di-Torino Elsa Fornero nonchè del Prof. Mario Deaglio dell’università-di-Torino, a 37 anni è già Prof. Associato presso l’università-di-Torino (!) e che ha usufruito di fondi erogati da Intesa San Paolo, di cui la Prof.ssa dell’università-di-Torino Elsa Fornero era vice-presidente. Leggi l’articolo completo