Stupid(i)ario Francese – Primo Turno

1) Brigitte Bardot ha sostenuto la candidata di estrema destra Marine Le Pen perchè l’ha sentita vicina nella sua battaglia animalista. Ma non si sono intese: c’è differenza tra dire “tratteremo i cani come gli uomini” e “tratteremo gli uomini come cani“…

2) Secondo il Corriere della Sera, il centrista Bayrou sarà l’ago della bilancia del secondo turno, benchè dalle scorse presidenziali francesi abbia perso ben il 10% (ha dimezzato i voti).

3) Secondo il Corriere della Sera, il centrista Bayrou sarà l’ago della bilancia del secondo turno, benchè un sondaggio dica che i suoi elettori voteranno per 1/3 Hollande, per 1/3 Sarkozy e il restante 1/3 periodico non andrà a votare.

4) Nessuno ha fatto caso alla resurrezione della sinistra francese nonostante l’incremento di voti sia paragonabile a quello del Front National

5) Marine Le Pen è la versione di successo del Trota.

6) Nel dizionario di Sarkozy non esisteva la parola “sconfitta”. Probabilmente il 6 maggio non esisterà più il suo dizionario.

7) Casini medita di cambiare il nome della nuova formazione politica, da “il Partito della Nazione” a “Fronte della Nazione”.

8) I giovani hanno preferito Hollande, le donne Sarkozy. Anche lui è uno di quelli che non ne ha mai pagata una.

9) All’indomani delle elezioni in Francia, crollo delle Borse europee. Sicuramente sono molto preoccupate per l’imponente avanzata dell’estrema destra.

10) In realtà è la prima volta che le Borse sono messe in ginocchio dal Budino Caramellato*

*  Flamby è il soprannome di Hollande. Si tratta di una marca di budino caramellato.

Il Lato Positivo della Riforma

Non vi preoccupate, non voglio osannare la reintroduzione del reintegro in caso di licenziamento per “insussistenti motivi economici”.

Riconosco al PD, grazie alla determinazione di Pierluigi Bersani, il merito di aver fatto fare un passo avanti a una riforma di cui si sarebbe potuto e dovuto fare a meno ma che purtroppo a breve entrerà in vigore, essenzialmente per motivazioni ideologie dei vari post-thatcheriani. Sicuramente non perchè possa inserirsi proficuamente nelle dinamiche del mercato del lavoro o, a un livello più alto, perchè possa essere utile al Paese in questa fase: possono cambiare le forme di accesso e di uscita al lavoro, ma se questo non c’è o non è adeguatamente retribuito, sicuramente non aumenta la capacità di far girare l’economia (o domanda aggregata) degli italiani.

Sarà legge anche grazie al ruolo del Presidente Giorgio Napolitano, più che “artefice”, come molti hanno scritto nei mesi passati, “interprete” della pièce di questo governo non tecnico ma tecnocrate (come lo chiama il Financial Times), ambientata in Italia, ma scritta altrove, anche da alcuni italiani. Leggi l’articolo completo

Neo- e Post-

Nell’agone politico italiano, che sta vivendo una delle sue più brutte stagioni di transizione, ci si aggrappa a presunte nuove tendenze (quali?) e si condanna aspramente qualsiasi riferimento al passato.

Generalmente questa seconda critica viene mossa nello schieramento di sinistra ed in particolare, all’interno del PD, a quella parte che vorrebbe il Partito Democratico saldamente a gauche, dotandosi dell’ispirazione socialista di stampo europeo che lo portasse ad integrarsi con il PS francese e l’SPD tedesca.

Un esempio di questi rilievi è il ragionamento sviluppato da Rosy Bindi nei confronti dei giovani turchi (Fassina, Orfini, Orlando):

Mi meraviglio molto che i giovani abbiano voglia di tornare indietro, di solito vanno avanti

Sarebbe curioso capire perchè se ne parla così tanto a sinistra.

Le motivazioni potrebbero essere molte e complesse, ma forse se ne può fornire una ragione storica: le sinistre hanno perso alla fine degli anni ’80. Da un lato c’erano veri e propri sistemi alternativi al capitalismo, come l’Unione Sovietica, dall’altro c’è stato chi ha pensato di poterci coesistere, regolandolo e puntando su cospicue politiche redistributive, come le socialdemocrazie. Non serve un master ad Harvard per dire che mettendo o meno in scena spettacolari crolli, hanno perso tutti contro mercati e finanza. Leggi l’articolo completo

de Villepin e l’Emiplegia

Nella Francia che nei mesi scorsi tanto ci ha fatto la morale per gli eccessi di Berlusconi, uno dei principali candidati nella corsa all’Eliseo, l’ex Primo Ministro Dominique de Villepin oggi si esprime così:

“La France ne peut pas vivre avec un président hémiplégique” (fonte “Le Monde“)

che brutalmente tradotto in italiano suona:

“La Francia non può vivere con un presidente emiplegico”.

L’imbarbarimento del linguaggio politico non è quindi fenomeno solo italiano.

La considerazione più triste è che probabilmente la terribile espressione è figlia voluta di una strategia tutta razionale dell’aggressiva campagna del candidato outsider di destra de Villepin che con queste bassezze pensa di erodere consensi a Sarkozy.

Quant’è Lontano lo Zio Mubarak?

Una riflessione, se si vuole molto superficiale. Nei giorni in cui l’Italia si mette a rovistare sotto le coperte si seta di Arcore, alla ricerca di tracce che testimonino il passaggio di una prostituta marocchina surretiziamente scambiata per la nipote di Mubarak, lo stesso presidente egiziano si trova a fronteggiare una serie di violente rivolte popolare che sicuramente, a maggior ragione dopo esser stato scaricato da Obama, lo rovesceranno. Leggi l’articolo completo