Non vi preoccupate, non voglio osannare la reintroduzione del reintegro in caso di licenziamento per “insussistenti motivi economici”.
Riconosco al PD, grazie alla determinazione di Pierluigi Bersani, il merito di aver fatto fare un passo avanti a una riforma di cui si sarebbe potuto e dovuto fare a meno ma che purtroppo a breve entrerà in vigore, essenzialmente per motivazioni ideologie dei vari post-thatcheriani. Sicuramente non perchè possa inserirsi proficuamente nelle dinamiche del mercato del lavoro o, a un livello più alto, perchè possa essere utile al Paese in questa fase: possono cambiare le forme di accesso e di uscita al lavoro, ma se questo non c’è o non è adeguatamente retribuito, sicuramente non aumenta la capacità di far girare l’economia (o domanda aggregata) degli italiani.
Sarà legge anche grazie al ruolo del Presidente Giorgio Napolitano, più che “artefice”, come molti hanno scritto nei mesi passati, “interprete” della pièce di questo governo non tecnico ma tecnocrate (come lo chiama il Financial Times), ambientata in Italia, ma scritta altrove, anche da alcuni italiani. Leggi l’articolo completo