Lunedì, in un’atmosfera surreale, Giulio Cavalli ha messo in scena il suo spettacolo a Cesano.
Ha chiuso la serata recitando questo bellissimo testo che ha scritto durante l’intitolazione di una struttura sequestrata alle cosche a Bruno Caccia, un magistrato torinese ucciso nel 1983 dall’ndrangheta per aver concesso una serata diriposo agli uomini della scorta. Un’imperdonabile leggerezza. Leggi l’articolo completo