Cari Amici di CesanoCambia…

Cari amici di CesanoCambia,

ho letto con interesse l’appello che avete rivolto ai potenziali candidati sindaco in vista delle prossime elezioni. Noto l’attenzione particolare con cui seguite l’evolvere della situazione nel PD e nel centrosinistra cesanesi: la dice lunga, penso, sull’implicita centralità che il dibattito sulle primarie si sta ritagliando nella scena politica locale.

Detto ciò, mi preme esprimere alcune considerazioni.

Nel testo, dapprima provate a delineare quali sono le principali fasi in cui si dovrebbe articolare la campagna elettorale, dopodiché enunciate dei punti che dovrebbero aiutare il cittadino a capire chi sta votando.

Immagino che il cronoprogramma ipotizzato sia stato pensato sforzandosi di considerare l’intero arco delle forze in campo alle prossime amministrative, mirando quindi a una “base di intenti comuni” da cui partire.

Ragionando della mia parte politica, penso e spero che alcune tappe vengano anticipate.

Mi spiego meglio. Come ho scritto in queste settimane, credo molto nel senso delle primarie per la scelta del candidato sindaco.

Si sta concludendo il decennio che ha visto come sindaco Vincenzo D’Avanzo e questi ultimi 5 anni in particolare hanno rappresentato una fase di transizione.

Per due ragioni, essenzialmente.

La prima, più intuibile, è legata al ricambio in corso. Seppur agevolato dal Partito Democratico, può sembrare brusco dato il rilevante salto generazionale che comporta: essendo sottorappresentata nella politica locale la fascia dei 40-50enni, il passaggio di testimone avviene necessariamente tra persone con almeno 30 anni di differenza.

Secondariamente, il quadro politico è profondamente mutato e questi venti interessano, eccome, anche l’amministrazione locale.

Innanzitutto la gestione di un comune come la nostra Cesano oggi non può più rispondere alle logiche di trent’anni fa. Non sono d’accordo quando dite che nel passato sarebbero mancati “progetti e visioni all’altezza della situazione”. Anzi. Non nego che vi sia stata qualche operazione non riuscita, ma chiunque, valutando cosa Cesano era anche solo 20 anni fa e come è oggi, non può che trovarla migliorata.
Sono però convinto che volenti o nolenti siamo oggi chiamati a fare i conti con elementi decisamente più grandi di noi, a partire da questa violenta crisi che ci sta rendendo tutti più poveri e che sta modificando anche l’idea stessa (che per noi affonda le radici nel Medioevo) dell’istituzione comunale. Siamo infatti nel pieno di un cambiamento profondo anche normativo – a cui si aggiunge la nascente Area Metropolitana – che ci obbliga necessariamente a dotarci di nuove modalità su come avvicinarci alla difficile arte del governo cittadino.

Parallelamente, vi è un ulteriore aspetto con cui dobbiamo fare i conti: il rapporto tra cittadini ed eletti è mutato.

Alla crisi della rappresentanza bisogna rispondere anche con una maggiore vicinanza, quasi l’immediatezza di relazione (che solo in parte è garantita da internet e dai social network), trasparenza e, sottolineo, impegno più che proporzionale all’incarico. Quella che possiamo definire per certi versi la “normalità del politico” può secondo me realizzarsi soltanto se improntata alla massima sobrietà nell’essere e quindi nell’agire.

Per come le intendo io, le primarie dovrebbero essere oltre che il confronto tra diversi profili politici, soprattutto il terreno su cui si gioca la battaglia delle idee, sapendo fin d’ora che uscirà un candidato sindaco e un programma che immagino come la sintesi di quanto emerso durante questo primo passaggio. Non vincerà solo chi è più capace, chi ha più tempo, chi è più accattivante. Abbiamo tutta una serie di questioni da affrontare: bisogna convincere gli elettori del centrosinistra che le soluzione che proponiamo sono le migliori. In molti campi, occorreranno scelte radicali, da prendere costruendo consenso intorno ad esse – e qui serve la politica – con coraggio, generosità e disinteresse quasi atarassico.

Il programma che sto scrivendo insieme al gruppo di persone che mi aiuta in questa fase, sarà oggetto di svariati incontri, ufficiali e non, con chiunque abbia voglia di confrontarsi in maniera libera e costruttiva. A partire dalle prossime settimane. L’impegno da parte nostra sarà quello in primis di ascoltare con la finalità di raccogliere spunti preziosi per rendere il programma realmente condiviso. E’ ovvio che ci si presenterà in tali occasioni con una proposta di programma che considereremo quale preliminare e che si consoliderà appunto in tali contesti. Questo è il metodo di lavoro che ci siamo dati.

Ho letto in rete qualche critica in cui si sottolineava che ancora dalle nostre parti non circolerebbero proposte programmatiche. E’ vero in questo momento. Per due motivi.

Il primo è che il quadro è ancora da definire: da pochi giorni sappiamo – e per me è già una conquista – che faremo le primarie (anche se non abbiamo ancora deciso quando e come). Sarà la prima volta che capita a Cesano e quindi lasciatemi dire, ben avendo presente il nostro confinamento geografico, che si tratta di evento storico.
Inoltre non voglio recitare la parte dell’ingenuo: entro fine mese completeremo la griglia dei candidati-sindaco. Il confronto sul da farsi non può che avere inizio nel momento in cui vi sarà chiarezza su tutte le variabili in gioco: avete mai visto qualche scacchista muovere le pedine prima che siano posizionate quelle dell’altra squadra?

Non temete comunque che a partire da ottobre si scopriranno le carte e sarà nostro interesse – vi ringrazio fin d’ora per la disponibilità di spazio web di cui assolutamente intendo usufruire – divulgare le nostre proposte ed aprire un dibattito intorno ad esse.

Resta il tema, dalla cui trattazione non mi voglio sottrarre, sul presentare prima delle elezioni i nomi degli assessori (per le liste dei candidati ci sono già degli adempimenti di legge che vanno in quella direzione). Si tratta senz’altro di un’ipotesi affascinante ma realisticamente mi pare difficile. A memoria non ricordo situazioni dove sia avvenuto. Il che non significa ovviamente che non sia possibile, ma richiederebbe un’armonia assoluta in una coalizione di governo che non è impresa facile. E non è affar del solo candidato sindaco. A riguardo, non vorrei neanche che si possa rivelare controproducente: certi cambiamenti, soprattutto se sono radicali, vanno costruiti passo-passo. Altrimenti c’è il rischio di farli fallire prima.

Ad ogni modo, qualora le condizioni si rivelassero favorevoli, perché no?

Per conto mio, dico fin da subito – e questo è già un tema delle primarie – che per l’eventuale giunta ho in mente di avvalermi anche di competenze esterne ai partiti e di non applicare minimamente il “Metodo Cencelli”. E’ uno scatto culturale che il mio partito per primo deve compiere: chiunque venga eletto, a dispetto del numero dei voti raccolti, si ricordi che è eletto consigliere, non assessore. La scelta dei componenti della Giunta non può essere assolutamente la sede del bilanciamento politico della maggioranza: un tempo, almeno con i numeri, poteva esserlo. Oggi andiamo verso (solo) 4 assessori e i conti sarebbero comunque destinati a non tornare. Quindi, qualora mi dovesse toccare in sorte, sceglierei persone con capacità, tempo e soprattutto passione per ciò che sono chiamate a fare, considerando anche numero di mandati (a chi ha già fatto due giri completi in giostra non verrà rinnovato il biglietto) ed eventuali conflitti di interesse presenti sul territorio (nel senso che non ne vogliamo).

Spero che questa mia lettera aperta possa essere l’inizio di un rapporto positivo (inteso come confronto costruttivo per la Cesano che sarà) e pure di sapere, questo attraverso incontri diretti con il mio partito, se ci sono le basi, qualora CesanoCambia dovesse costituirsi in lista civica, di poter fare un pezzo di strada insieme.

A presto!

A. Simone Negri

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