Storia di un Emendamento

Noto che sul web stamane si parla molto – e lo si è fatto diffusamente in Consiglio Comunale – dell’emendamento al Bilancio, poi bocciato, che insieme ad altri 4 consiglieri del mio gruppo ho presentato ieri sera.

In sostanza abbiamo proposto, all’interno della variazione di bilancio prospettata dalla Giunta di spostare 10mila euro dal capitolo relativo alla Cultura/Promozione Locale alla voce relativa al sostegno delle attività sportive. L’emendamento rappresenta poco più dell’1% della variazione complessiva proposta… qualcuno si è dimenticato di ciò nella discussione, drammatizzandone i termini ed arrivando ad offendere – anche l’intelligenza – dei malcapitati sottoscrittori (ma questo è un altro livello, decisamente infimo, da cui solitamente ci si ritira di buon grado).

Un brevissimo excursus: nel Bilancio di Previsione approvato a Luglio, data la situazione di grande crisi che stiamo vivendo, e su cui in questo momento è inutile divagare, per lo sport erano stati stanziati 0 euro, per la cultura 45mila, di cui 5mila destinati all’ANPI e 40mila alla copertura del debito del Comitato Festa, di cui il Comune è uno dei promotori e quindi è chiamato a rispondere economicamente.

Alla luce della situazione data, come gruppo ci eravamo espressi affinché, in caso di reperimento di ulteriori risorse nelle fasi successive, queste fossero distribuite in maniera equa tra i vari settori, sottolineando il ruolo soprattutto di collante sociale di alcune realtà sportive del territorio (a Cesano c’è chi toglie i bambini dalla strada… così è, per fortuna). 

Ci sono documenti ufficiali di mesi fa in cui il gruppo del PD ha sostenuto questa linea. Quindi, evidentemente chi ieri sera diceva che il PD ha scoperto lo sport solo oggi – parlo ad esempio di qualche consigliere con posizioni più vicine ad Alba Dorata che al partito che rappresenta (e non sto esagerando come ben sa chi bazzica i consigli comunali cesanesi) – stava solamente conducendo il rilassante esercizio di areare il proprio cavo orale.

Dopo la presentazione della cospicua variazione di bilancio presentata dalla Giunta, abbiamo notato che alle due voci in oggetto erano previsti aumenti negli stanziamenti nell’ordine di +60mila euro (per la cultura) e di +15mila euro (allo sport).

In pratica, la voce cultura ammonta a 105mila euro mentre per tutto lo sport cesanese si parla di 15mila euro. Abbiamo storto il naso e lo abbiamo fatto presente nelle famose “sedi opportune”, chiedendo delucidazioni su come questi soldi sarebbero stati impiegati.

Dalla Giunta ci è stato risposto che non avendo ancora impegnato tali cifre non era possibile stabilire quali realtà avrebbero beneficiato di contributo e di quali entità.

Bene, siccome senza elementi e basandosi solo sulle voci aggregate fornite ci è sembrato che vi fosse uno squilibrio tra quanto destinato alla cultura e quanto allo sport, un gruppo di 5 consiglieri PD (io, Giuseppe Ursino, Francesca Robbiati, Mara Rubichi ed il Presidente Nicola Bersani) abbiamo deciso di presentare un emendamento di 10mila euro, ritenendo che l’ammanco alla cultura fosse assimilabile e che al contempo, ulteriori 10mila euro, non distribuiti a pioggia ma solo alle realtà più significative dal punto di vista aggregativo e sociale, avrebbero rappresentato una boccata d’ossigeno per il settore sportivo. A ciò si aggiunga, come ha calcolato la nostra consigliera Robbiati, che proprio quest’ultimo ambito negli ultimi 4 anni ha subito tagli nell’ordine del 79%, risultando quale uno dei maggiormente penalizzati.

Sulla discussione è pesato anche il tema della festa patronale. In questi termini.

Siccome si è cominciato a parlare di un possibile contributo diretto per l’evento del 2013 che pare si possa aggirare intorno ai 30mila euro (voci di corridoio non smentite e confermate ieri nel corso della seduta dallo stesso Sindaco) e che vada a sommarsi ai 40mila euro già destinati alla copertura del debito, la sperequazione che abbiamo sottolineato ci è parsa ancora più marcata.

Non si può ridurre tutto ad un mero ragionamento economico, ma non possiamo negare che abbia un suo peso. E allora, è possibile che a fronte di 15mila euro destinati a tutto lo sport cesanese e per attività che coprono tutto l’anno solare, la festa patronale ne assorba invece ben 70mila per tre settimane?

Non credo. A questo punto colgo l’occasione – l’ho fatto anche ieri – per precisare cosa penso della Festa.

Credo sia un appuntamento importante per Cesano. Anche durante questi momenti di crisi c’è bisogno di frangenti allegri e di convivialità. E’ anche una fase centrale per coloro che credono – e c’è massimo rispetto per ciò – e pure vi sono degli spunti culturali di interesse. Tutto ciò premesso, però, nulla vieta che possa essere di più breve durata – la formula spalmata sulle tre settimane ha mostrato degli acciacchi a mio modo di vedere – e soprattutto può essere più sobria, costare meno. Tutto qua.

Sembra diventato un tabù parlare della Festa. Assurdo!

Riflettevo proprio in questo periodo come sia artifizio di certi mestieranti della politica giocare a negare quasi la legittimità delle posizioni. E bollarle per ciò che non sono: da strumentale a propagandistico, da populista a irriguardoso. Per me va tutto bene. tutto quello che si vuole, non interessa. Ma parliamo nel merito, parliamo di cifre in maniera trasparente fornendo a tutti gli elementi per capire e lasciando che tutti si possano fare un’opinione precisa. Su questo ci si confronta.

Ad ogni modo l’emendamento non è passato (7 contrari, 6 favorevoli, 2 astenuti), soprattutto grazie al peso dell’ “ammmmore” del centrodestra per la cultura. Per certa cultura, meglio.

Così l’esito della votazione: Sindaco, contrario; PD, 4 favorevoli, 2 contrari (2 assenti); lista civica per D’Avanzo Sindaco, 2 astenuti; IdV, 1 contrario; lista Verdi, 1 favorevole; PDL, 2 contrari; Lega Nord, 1 contrario; Fratelli d’Italia, 1 contrario; lista La Svolta con Mainardi, 1 favorevole, 1 contrario.

Alla prossima!

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One thought on “Storia di un Emendamento

  1. Agostino ha detto:

    Credo che la festa patronale, oltre a distrarre risorse, distragga anche l’attenzione dei cittadini e dei Consiglieri da altri temi non meno importanti. Possibile che non ci fosse da commentare nessun’altra voce del bilancio? Davvero un burtto spettacolo per il Consiglio comunale.

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